lunedì 10 gennaio 2011

LIBRI \ Azzeccare i cavalli vincenti, di Charles Bukowski

Charles Bukowski, Azzeccare
i cavalli vincenti, Feltrinelli, 2006.
"Se Pound fosse o meno un antisemita o un fascista, o se avesse il diritto di essere entrambe le cose, è un altro argomento. I discorsi alla radio che ho letto sembravano più barbugliamenti imbecilli di un ragazzino delle superiori che si crede intelligente che le farneticazioni di un pazzo. Per di più, in molte menti creative c’è la naturale urgenza di conoscere anche il resto. E a volte si ha il desiderio di abbracciare l’altra fazione, solo per l’inferno che ne può derivare. Perché la vecchia fazione c’è da così tanto tempo, è così solida, e sembra così svanita. Céline, Hamsun e altri sono stati sorpresi, a volte, a fare così. E non sono stati perdonati. Nel tentativo di andare al di là del Bene e del Male (se esistono), l’ago della bilancia a volte oscilla e tende verso il Male (se esiste) perché sembra più interessante – specialmente quando i tuoi connazionali accettano ciecamente di seguire quello che gli viene detto essere il Bene (e senza mai dubitarne). Generalmente, negli uomini intelligenti c’è la tendenza a non credere in quello in cui crede la maggioranza delle masse, e la maggior parte delle volte questo li pone vicino all’obiettivo – altre volte finiscono con il culo per terra, specialmente nella scena politica dove i vincitori ordinano quale sia la fazione giusta.
Pound è finito con il culo per terra, e per salvargli l’anima e il culo lo abbiamo messo in mezzo agli svitati dicendo che comportarsi così era più forte di lui. Eppure, se i fascisti, i nazisti, avessero vinto, penso che Pound sarebbe stato il primo a scagliarsi contro di loro, sbattendosene delle conseguenze. E’ rimasto intrappolato con un Perdente, e un Perdente non ha mai vinto davanti ad un tribunale per i crimini di guerra, finora."
pdm

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